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Tutela Giurisdizionale del rapporto tra Nonni e Nipoti Minorenni

IL RAPPORTO TRA NONNI E NIPOTI MINORENNI E LA SUA TUTELA GIURISDIZIONALE

IL RAPPORTO TRA NONNI E NIPOTI MINORENNI E LA SUA TUTELA GIURISDIZIONALE

Il ruolo dei nonni nella vita dei nipoti, oltre che appartenere alla storia individuale di ognuno, è oggetto di ampia letteratura, di studi psicologici e sociologici ed anche di notevole attenzione del mondo giuridico, come testimoniano i recenti interventi normativi in materia di filiazione e famiglia.

Il nuovo art. 317 bis c. c., come sostituito dall’art. 42 d.lgs. 154/2013, in esecuzione della delega prevista dall’art. 2 della l. 219/2012, ha sancito un vero e proprio diritto soggettivo degli ascendenti “a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni”.

In concreto, prima della riforma, i problemi maggiori si ravvisavano in tutte quelle situazioni in cui il genitore esercente la responsabilità sul minore vietava ogni sorta di frequentazione con i nonni, soprattutto in un contesto di crisi altamente conflittuale della coppia genitoriale.

Ebbene, fino all’entrata in vigore della disposizione in commento, l’avo poteva vantare esclusivamente un interesse legittimo ad un corretto esercizio della potestà genitoriale da parte del titolare, con conseguente legittimazione a far valere tale interesse ai sensi degli artt. 333 e 336 c. c.. Parte della dottrina riteneva addirittura che l’unico diritto esistente fosse quello dei nipoti, cui faceva da contraltare un mero “dovere” dei nonni.

Oggi, invece, come già accennato, l’art. 317 bis c. c. individua uno specifico diritto in capo agli ascendenti definendone il contenuto e la tutela giurisdizionale.

È stato finalmente riconosciuto l’insostituibile ruolo educativo che i nonni potenzialmente hanno nello sviluppo psico-fisico del minore; non si tratta solo di una relazione che affonda le sue radici in un legame affettivo, ma di un “rapporto significativo” che ha il pregio di contribuire ad una crescita integrale della persona nel periodo della sua formazione.

La differenza rispetto al profilo meramente affettivo del rapporto si coglie considerando le conseguenze che derivano da una ipotetica privazione di tale relazione. Se da un lato il venir meno di un legame affettivo può incidere sul benessere psicofisico del minore, d’altro canto la mancanza di un rapporto significativo, pur non incidendo necessariamente in maniera patologica, in ogni caso impedisce il pieno sviluppo della personalità del minore stesso, ex art. 2 Cost..

In altri termini la riforma ha riportato il concetto di famiglia nell’alveo di quanto previsto dalla carta costituzionale: considerando la famiglia come il luogo naturale in cui si svolge la personalità dell’individuo, sarebbe stato riduttivo enfatizzarne esclusivamente l’aspetto dell’affettività.

Il rapporto con i nonni, cui la disposizione codicistica appresta tutela, dunque, non si estrinseca nel mero diritto di visita, che già risultava tutelato in giurisprudenza, ma tiene conto di una pluralità di dimensioni che attengono la persona umana.

Occorre sottolineare, però, che l’art. 317 bis c.c., testualmente parla di diritto a “mantenere” rapporti significativi con i nipoti. Ciò significa che nel valutare la sussistenza del diritto in capo ai nonni, occorre adottare la prospettiva del “superiore interesse del minore” ad una crescita serena ed equilibrata, in conformità ai principi generali vigenti in materia di provvedimenti relativi ai minori.

Di conseguenza è possibile che il diritto vantato dall’ascendente risulti compresso o addirittura escluso laddove si dia prova dell’assoluta inesistenza di un rapporto significativo col minore stesso o eventualmente dei pregiudizi che siffatta relazione potrebbe arrecare al nipote.

L’art. 317 bis c.c., al comma 2, prevede la possibilità per i nonni di agire in giudizio qualora sia loro impedito l’esercizio del diritto in discorso. Essi potranno rivolgersi al Tribunale per i Minorenni del luogo di residenza abituale del minore, il procedimento segue il rito camerale e non è necessaria una difesa tecnica del minore interessato.

La scelta del legislatore di attribuire la competenza per questo tipo di procedimenti al Tribunale per i Minorenni piuttosto che a quello ordinario si spiega con la volontà di mantenerli distinti ed autonomi rispetto a quelli di separazione e divorzio.

Poiché questo genere di controversie si innesta di solito in un contesto di crisi del rapporto genitoriale, di fatto in questo modo si impedisce ai nonni di intervenire nei giudizi di separazione e divorzio per far valere le proprie ragioni relativamente alle modalità dell’affidamento dei figli; del resto, un intervento degli ascendenti in quella sede finirebbe per inasprire situazioni già di per sé conflittuali, a discapito dell’interesse del minore a veder ridotto al minimo il contrasto tra i propri genitori.

Infine, in assenza di specifiche indicazioni in merito ai legittimati passivi, si ritiene che i nonni possano agire ex art. 317 bis c.c. non solo nei confronti dei genitori esercenti la responsabilità, ma anche nei confronti di qualsiasi altro soggetto terzo, pubblico o privato, che ponga in essere condotte tali da impedire di fatto le relazioni personali con i nipoti.

Dr.ssa Annarita Di Lecce

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