Studio Legale in Campobasso Avvocato Silvio Tolesino consulenza anche on line

Studio Legale in Campobasso. Avvocato Silvio Tolesino. Consulenza legale civile, penale e amministrativa, anche on line. CHIAMA saremo lieti di semplificare la tua vita!

Misure cautelari attenuate per le madri con prole di età inferiore ai sei anni

Le misure cautelari custodiali, secondo il nostro Ordinamento, soggiacciono a pedisseque limitazioni che trovano il proprio addentellato nei diritti costituzionali riconosciuti alla persona.

Un esempio è l’applicazione della misura custodiale nei riguardi di una madre.

L’art. 275 c.p.p. prevede delle presunzioni in bonam partem, collegate alle particolari condizioni della persona da assoggettare alla misura (familiari).

Con la novella del 2015 il legislatore ha reimpostato il baricentro delle misure custodiali e, per un verso, ha fortemente ridimensionato l’ambito delle presunzioni di pericolosità e adeguatezza della sola custodia in carcere disciplinate dall’art. 275, comma 3, c. p. p., nel dichiarato intento di limitare il ricorso alla custodia in carcere e di porre rimedio all’emergenza di sovraffollamento carcerario, anche in relazione alla detenzione in attesa di giudizio; per altro verso, ha privilegiato il ricorso agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico ex art. 275-bis c.p.p., in tutti i casi in cui sia necessario presidiare i pericula libertatis a mezzo di una misura custodiale, gravando il giudice dell’onere di esplicitare le ragioni specifiche e concrete per le quali abbia disposto comunque  la misura carceraria.

Sull’applicabilità della misura della custodia cautelare in carcere, influiscono, quindi, anche le condizioni soggettive dell’indagato/imputato. In particolare, l’art. 275, comma 4, c.p.p., stabilisce che non può essere disposta né mantenuta la custodia cautelare in carcere, salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, nei confronti di donna incinta o madre di prole di età non superiore a sei anni con lei convivente (…).

Tali limitazioni trovano fondamento nel rispetto dovuto ai fondamentali diritti della persona umana, sanciti dall’art. 2 Cost, i quali prevalgono sull’esigenza processuale e sociale della coercizione intramuraria. In particolare, detta circostanza soggettiva, mira a salvaguardare l’integrità psicofisica dei soggetti in tenera età, dando prevalenza alle esigenze genitoriali ed educative su quelle cautelari così da garantire ai figli una valida e costante assistenza familiare, rendendo effettivo il disposto di cui all’art. 31 Cost..

Si evidenzia che a tutela delle esigenze dei minori, il legislatore, all’art. 285-bis c.p.p., ha previsto la possibilità di disporre la custodia cautelare in un istituto a custodia attenuata (c.d. ICAM) rivolto ai soggetti indicati nell’art. 25, comma 4, c.p.p. (donna incinta o madre di prole di età non superiore a sei anni).

Pertanto, quando ci si trova di fronte alle predette condizioni soggettive il giudice, innanzitutto, dovrà valutare se le esigenze cautelari nel caso concreto siano o meno di eccezionale rilevanza; qualora ritenga sussistenti le esigenze di eccezionale rilevanza, egli sarà chiamato ad una ulteriore deliberazione, avente questa volta ad oggetto la compatibilità di quelle esigenze con la custodia cautelare in un istituto a custodia attenuata; solo se quest’ultimo apprezzamento avrà esito negativo, dovrà essere disposta la custodia in carcere.

Avv. Silvio Tolesino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: